Cenni Storici

L’Eremo delle Carceri fu donato dal Comune di Assisi ai benedettini del Monte Subasio, i quali a loro volta lo donarono (così come la Porziuncola) a San Francesco affinché si “carcerasse” nella preghiera. La parola “Carceri” (dal latino “Carceres”) significa luogo solitario, isolato.
Il Santuario si è sviluppato lungo i secoli attorno alla grotta di San Francesco e alla Cappellina di Santa Maria, che viene fatta risalire al tempo del Santo.

Fra Tommaso da Celano racconta che San Francesco vedendo crescere a sua Comunità, non sapeva scegliere la giusta soluzione tra “vita contemplativa” e “vita attiva”. Prese da parte frate Masseo e lo mandò a chiedere consiglio a Santa Chiara che era a San Damiano e a frate Silvestro all’Eremo delle Carceri. Loro avrebbero dovuto chiedere a Dio quale delle due vie doveva seguire. Dopo un certo tempo, frate Masseo tornò da Francesco con le risposte sia di Chiara che di Silvestro, divinamente identiche: “ha detto il Signore che non devi preoccuparti solo di te ma anche dei fratelli”
La Volontà del Signore, dunque, era che i frati si dedicassero alla predicazione, che andassero per il mondo ad annunciare il Vangelo. Francesco accolse con gioia questa scelta del Signore. Consigliava però ai frati, di prepararsi con la preghiera e la contemplazione, per meritare dal Signore la grazia di testimoniare con la loro vita, la verità di quanto annunciavano. Alternavano così predicazione e momenti di solitudine negli eremi.

San Francesco e l’Eremo

Sono molti i racconti di miracoli che si associano a questo sito:

Tradizione vuole che il burrone che si trova nei pressi del monastero sia in realtà il letto di un fiume le cui acque furono prosciugate da san Francesco poiché disturbavano la sua meditazione e quella dei suoi frati.

Nella grotta di san Francesco è presente un buco nel terreno dal quale si può intravedere il fondo del burrone. Si racconta che questo sia stato provocato dal demonio, sprofondato nell’abisso quando fu scacciato da San Rufino.

Nel mezzo del chiostro è presente un pozzo nel punto in cui San Francesco, tramite un miracolo, fece sgorgare dell’acqua.

Visitare L’Eremo

Venendo da Assisi, per raggiungere l’Eremo occorre percorrere la strada che risale il Monte Subasio, proseguendo per un acciottolato fino ad un arco in muratura. Una volta oltrepassato, si trova il Chiostrino dei Frati, una terrazza di che si affaccia a strapiombo proprio sul fosso delle Carceri.
Alle estremità del Chiostro si trovano le porte che conducono al refettorio e alla Chiesa di Santa Maria delle Carceri; al piano superiore del refettorio, vi sono le celle dei frati.
Dal convento è possibile scendere una ripida scalinata che conduce alla Grotta di San Francesco, all’interno di un bosco di faggi. Dal sentiero antistante si dipanano le grotte dei primi compagni di Francesco: Leone, Antonio da Stroncone, Bernardo di Quintavalle, Egidio, Silvestro e Andra da Spello.

Come arrivare

In auto dalla Superstrada E45 occorre prendere l’uscita Assisi fino ad arrivare in città al parcheggio Matteotti. Da qui poi bisogna proseguire per quattro chilometri oltrepassando Porta Cappuccini. Prendendo il treno, invece, la fermata è quella della stazione ferroviaria di Assisi dalla tratta Roma-Firenze via Foligno, e dalla tratta Firenze-Roma via Perugia.
Scesi in stazione, per arrivare all’eremo delle carceri occorre prima prendere il bus arancione con fermata al parcheggio Matteotti, e poi proseguire a piedi oppure prendendo il taxi.

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